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Il 1963 sarà l’anno della scoperta del (leggendario) tesoro di Rennes-le-Château?

La bella stagione e le vacanze sono arrivate. E come ogni anno, hanno portato il signor Domergue a Rennes-le-Château. Appena arrivato, questo grande ricercatore - spesso aiutato da alcuni medium - si è messo all’opera. Lavorando sulle mappe che ha scoperto negli anni precedenti e secondo i numerosi calcoli e gli studi ai quali si è dedicato, piccone e scalpello alla mano, scava instancabilmente la roccia e il suolo.

Non va alla cieca. Dispone di tutta una documentazione ed in particolar modo di una pergamena che ha scovato nella cavità di un antichissimo pozzo. Grazie a questo documento, ha potuto localizzare il nascondiglio che racchiudeva tutte o parti delle fortune che i Templari di Francia avevano accumulato durante le crociate. Queste ultime erano state seppellite prima del loro scioglimento.

Si pensa anche che i nobili e ricchi signori di Rennes-le-Château avessero lasciato precipitosamente questi luoghi all’epoca della rivoluzione del 1789, non riuscendo a portare con sť tutte le ricchezze. Queste ultime erano state nascoste in loco e solo Marie de Blanchefort, rimasta lì, poteva conoscerne il luogo.

Purtroppo, ella morì nel 1790 ed il suo confessore, l’abate Bigou, fuggito nel 1792, morì nel 1794 senza aver rivelato nulla.

Tuttavia, un secolo più tardi, l’abate Saunière, al tempo curato di Rennes-le-Château, trovò, mentre sorvegliava i lavori, nascoste in un pilastro dell’altare maggiore, alcune carte, redatte in latino, che indubbiamente gli permisero qualche scoperta. Questo è confermato dal fatto che offrì un calice di enorme valore all’abate Grassaud, curato di Saint-Paul-de-Fenouillet.

Ce ne si può convincere valutando le spese immense che fece questo povero curato di campagna, che pagava i suoi operai con gioielli o Luigi d’oro.

Non si è capito ancora perché avesse cancellato certi simboli incisi nella pietra tombale della contessa d’Hautpoul Rochefort [sic] e che risaliva, dicono, a San Luigi.

Morto a causa di un infarto nel 1917, l’abate Saunière ha potuto comunicare il suo segreto alla sua fedele governante, Marie Desarnaud [sic], ma quest’ultima, morta nel 1953, non ha mai proferito verbo.

Se è quindi più o meno certo che l’abate Saunière ha scoperto e utilizzato una parte del tesoro dei Templari, nulla permette di affermare che lo abbia trovato per intero.

I diversi medium utilizzati dal signor Domergue sono categorici, c’è oro in grande quantità nei sotterranei.

Ecco perché, credendo in loro, egli si ostina a proseguire gli scavi. Arriverà un giorno a sollevare un velo, o la grossa pietra che impedisce l’accesso al famoso nascondiglio? Glielo auguriamo di cuore.

Traduzione di Serena Bartolo

Midi Libre, 8.1963.

© 2009-2018 Tutti i diritti riservati • Testi Antoine Captier, Christian Doumergue, Mariano Tomatis

Collaboratori Patrick Mensior , Octonovo , Morgan Roussel , Marcus Williamson.