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Omelia di Bérenger Saunière del 22 giugno 1890

A Rennes: Catechismo alle 6, Messa alle 8.

Processione Domenicale.

Sermone: la storia di Germane Cousin.

Natività di San Giovanni Battista.

Germaine Cousin nacque a Pibrac, un villaggio di circa 200 dimore, vicino a Toulouse, intorno al 1579. Suo padre Laurent era un povero contadino e sua madre si chiamava Maie Laroche Fin dai primi momenti della sua nascita Germaine fu vittima di sofferenza ed afflizione. Persino al momento della nascita soffrì crudeli infermità, avendo la mano destra anchilosata ed essendo stata colpita dalla scrofola (tubercolosi). Aveva da poco lasciato la culla che era già divenuta un’orfana; Dio le levò sua madre, per aggiungere sfortuna a sfortuna, suo padre si affrettò a risposarsi. La sua seconda moglie aveva figli suoi e, come sempre accade, invece di impietosirsi per l’orfanella che la Provvidenza le aveva affidato se la prese con lei. - Ecco dunque come Germaine cominciò la sua vita: povera, menomata, orfana, e sotto il giogo di una matrigna crudele. Ma non giudichiamo queste cose come i mondani farebbero; queste furono in realtà le prime grazie di Dio. - Fu a causa della sua miserevole condizione da cui Germaine ereditò i suoi lampi di umiltà, pazienza e le altre virtù. Lei amò il dolore come una sorella, come una compagna dalla sua culla, fino al suo ultimo respiro.

Appena raggiunse una certa età la sua matrigna, che non la sopportava in casa, la mandò ad accudire al gregge. Lei lo fece fino alla fine dei suoi giorni. - La solitudine è brutta per coloro che non abitano con Dio: essere una pastorella nella libertà dei campi, sebbene cosa innocente in se stessa, è di solito lontano dall’essere un lavoro adatto a proteggere la morale dei bambini, per non parlare della profonda e pericolosa ignoranza su materie spirituali alla quale i pastori sono condannati. Ma per Germaine fu una cosa distensiva ed un favore. Dio che si nasconde agli istruiti ed agli orgogliosi ma che si rivela ai miti ed agli umili, iniziò a fare sentire Se Stesso entro il suo cuore attraverso le meraviglie della creazione. - Non sappiamo da chi Germaine abbia ricevuto le prime lezioni sulle verità della salvezza. Dio stesso si prese cura dell’istruzione Cristiana della sua servitrice, attraverso le preghiere, la meditazione, gli incontri solitari, ecc.

In tali circostanze la solitudine divenne una delizia per lei, non tanto perché l’aiutò a proteggersi dalla durezza e dai maltrattamenti della sua matrigna, ma perché le permise di gioire per la presenza di Dio. O beata solitudo, O sola beatitudo! ["O beata solitudine,unica beatitudine] come disse un Padre del Deserto.

La piccola pastorella creò persino il suo ritiro spirituale dentro il rifugio che stava già assaporando. Non si seppe mai che avesse cercato la compagnia di altri giovani pastori; i loro giochi non la attraevano, le loro risate non disturbavano le sue meditazioni. A volte parlava a ragazze della sua età, ma solo per esortarle gentilmente a ricordare Dio.

Quando veniva la sera e la povera ragazza tornava dalla mandria alla casa paterna non trovava niente per lei; nessuno aveva preparato un posto per lei accanto al fuoco. Perfino nella casa di suo padre raramente poteva godere di qualche conforto o riparo. La sua matrigna, sempre con tono imperioso, sempre irritabile, la faceva sedere negli angoli bui. Germaine non poteva stare vicino agli altri bambini della famiglia, i suoi fratelli e sorelle, che lei amava teneramente. Tuttavia lei era sempre pronta a servirli, senza dimostrare alcuna gelosia per gli odiosi favoritismi dei quali loro erano oggetto e lei vittima. L’inflessibile durezza della sua matrigna fece si che la giovane invalida fosse costretta a riposare in una stalla o su un mucchio di germogli di vite alla fine del corridoio. Sottomessa e rispettosa, Germaine stette zitta e si tenne nascosta. Dio le aveva insegnato come amare la sofferenza, come accettare l’umiliazione con gioia. Per tutta la vita rifiutò ogni cibo eccetto che per un po’ di pane ed acqua. Lei seguì i passi di Nostro Signore Gesù Cristo, imitò la Sua passione passo dopo passo, perdonò i suoi aguzzini, onorò il precetto della carità fraterna, ed amò Gesù così tanto che né afflizione, persecuzione, vita né morte la poterono separarla da Lui. Conosceva solo una cosa: Cristo crocifisso.

Conclusione:

Germaine, nonostante tutti gli ostacoli e gli obblighi del suo lavoro, andava alla Messa ogni giorno. Piena di fiducia, lasciava il gregge in campagna e correva a rifugiarsi ai piedi del Pastore divino. Lei sapeva che il suo gregge non avrebbe ricevuto alcun male e che il buon Dio lo avrebbe sorvegliato per lei in sua assenza. Persino quando le sue pecore stavano pascolando ai limiti della foresta di Boucone che era piena di lupi, Germaine piantava il suo bastone o verga pastorale nel terreno al suono di una campanella e correva al richiamo di Lui Che direbbe: "Non avere timore, piccolo gregge, io starò con te". Al suo ritorno trovava sempre le pecore dove le aveva lasciate, calme e sicure come nell’ovile. Mai nessun lupo ne prese una, e mai questo gregge, protetto dall’assente pastorella, si allontanò dai limiti che lei aveva segnato, e nemmeno mai esso causò il minimo danno ai campi dei vicini. E proprio come aveva reso contento Dio benedire il gregge di Laban sotto il controllo della Suo servo Jacob, allo stesso modo Lui benedì il gregge di cui Germaine, la Sua serva, teneva cura. Nell’intero villaggio c’erano mandrie più grandi ma nessuna più bella della sua. Le frequenti assenze di Germaine non impedivano alla matrigna di avere l’opportunità di rimproverarla spesso e di insultarla. Più di una volta gli altri abitanti di Pibrac testimoni dei meravigliosi poteri che avviluppavano il suo gregge quando l’innocente pastorella era in Chiesa, perse la pazienza con quella malvagia donna. Le chiesero se non fosse contenta della prosperità che Germaine portava alla sua casa. - Conclusione. Il rispetto, la gentilezza, la pazienza e la rassegnazione mostrati da Germaine.

Abituata come era ad andare a Messa regolarmente, Germaine era assidua nel suo rapporto ai sacramenti della penitenza e dell’Eucarestia. Faceva la Comunione ogni Domenica e nei giorni delle festività annuali. - Preparazione della giovane Santa alla confessione: i preparativi che sentiva di dover fare, come sentiva di dover purificare se stessa dalla più piccola debolezza morale - la severa penitenza che avrebbe fatto. Conclusione.

L’entusiasmo con cui Germaine riceveva la Santa Comunione era uno spettacolo così toccante che tutti coloro che lo videro ne erano affascinati: lasciò un’indelebile impressione su di loro- - Dialogo della giovane Santa con il suo Dio ed il coraggio che trasse dalla Comunione.

Col suo amore per Nostro Signore Gesù Cristo era unita la devozione per la Vergine Benedetta, seguendo l’esempio dei Santi mandati da Dio per essere usati da modello per la gente e per ravvivare in essa il fuoco della devozione, e che non hanno mai mancato di mettersi in evidenza per il loro amore per la Vergine Maria. Sin dalla gioventù la nostra felice pastorella aveva messo in evidenza questa tendenza e mostrato una solida devozione verso la Madre di Dio che, seguendo le dottrine dei Santi Padri, è segno di predestinazione. Il suo rosario, che lei spesso recitava, era il suo solo libro. Per Germaine l’Ave Maria era una inesauribile fonte di illuminazione, consolazione ed estasi. Appena sentiva l’Angelus, ovunque poteva, ed in modo da mostrare maggior reverenza, cadeva in ginocchio. Era tale la sua fedeltà a questa pratica devota che era vista spesso inginocchiarsi in mezzo alla neve e al fango, senza aver avuto il tempo di cercare un posto migliore per inginocchiarsi. - Conclusione. Devozione a Maria.

Uno dei migliori lavori che il suo amore per Gesù e Maria le ispirò fu quello di raccogliere attorno a lei, quando poteva, alcuni piccoli bambini del villaggio, per far loro comprendere le verità della religione e per persuaderli ad amare sempre Gesù e Sua Madre., - Uno spettacolo che era degno di ammirazione: dovremmo seguire il suo esempio e prenderci cura dei bambini, insegnare loro…e non scioccarli. Incoraggiarli a venire al catechismo, insegnar loro a pregare.

La sua virtù, la sua devozione, fecero una profonda impressione su alcuni, mentre in altri causarono solo commenti di scherno e persecuzione. Alcuni risero per la sua semplicità, mentre altri la definirono "eccessivamente devota". - Il coraggio della giovane Santa. Non ebbe il rispetto dei suoi simili umani. - La conclusione che deve essere tratta.

Proprio come Dio accondiscese a prendersi cura delle pecore di Germaine quando lei le lasciava nei campi per andare a Messa, Lui sospese le leggi naturali e manifestò Se Stesso attraverso eventi straordinari mostrando quanto fosse ben disposta verso di Lui questa povera ragazza, che la gente prendeva in giro, questa persona di nessuna importanza "eccessivamente devota". Per raggiungere la chiesa del villaggio Germaine era obbligata a traversare il Courbet, un ruscello che era in grado di affrontare senza difficoltà col tempo normale ma che a volte dei rovesci durante i temporali ingrossavano e rendevano invalicabile. Un giorno comunque, mentre si avvicinava alla Chiesa nel suo consueto modo, alcuni contadini che l’avevano vista arrivare da lontano si fermarono a qualche distanza da lei, chiedendosi ad alta voce tra di loro, con aria di derisione, come avrebbe fatto ad attraversare il ruscello, poiché la notte era stata piovosa e le acque del ruscello ingrossato facevano un tale fragore con tale potenza che avrebbe creato ostacolo anche all’uomo più forte. Germaine arrivò senza pensare all’ostacolo, forse senza nemmeno vederlo, e lo affrontò come se non fosse esistito nemmeno. O che meraviglia è il potere divino e la sua benevolenza! Proprio come, nei giorni andati, le acque del mare si aprirono davanti ai figli di Israele sotto la guida di Mosè, così agli ordini di Dio le acque del Courbet si aprirono davanti all’umile figlia di Laurent, e lei lo attraversò senza bagnarsi nemmeno l’orlo del vestito. Avendo visto questa meraviglia, che fu ripetuta spesso da Dio, i contadini guardarono con paura e perfino il più duro tra di loro cominciò a rispettare la povera semplice ragazza che erano soliti sbeffeggiare.

Dopo aver glorificato per parecchie volte la fede di Germaine spostando ostacoli materiali, Dio volle anche glorificare la sua carità verso i poveri. Questa eroica predisposizione verso i derelitti era, per la giovane Santa, una continua fonte di difficile prova. Era accusata di rubare pane dalla sua casa. La sua matrigna non ebbe bisogno di incoraggiamento per considerarla colpevole e la trattò con grande severità. Un giorno venne a sapere che Germaine, che aveva appena lasciato la casa per andar dietro al suo gregge, portava nel suo grembiule dei pezzi di pane. Furiosa ed armata di un bastone immediatamente corse dietro alla ragazzina. A quel momento alcuni abitanti di Pibrac stavano camminando verso la piccola proprietà di Laurent Cousin. Vedendo la madre di Germaine fuori di sé loro si immaginarono cosa stava per fare e la seguirono rapidamente allo scopo di proteggere Germaine dal brutto trattamento da cui era minacciata. Avendo raggiunto la matrigna seppero da lei per cosa era arrabbiata. Raggiunsero insieme la pastorella. Il grembiule di Germaine fu aperto immediatamente ma invece del pane che credevano di trovarvi, caddero di là solo dei fiori raccolti in bouquet, in un momento dell’anno quando il terreno non ne produceva alcuno. Così Dio ripetè, per questa povera ragazza, il miracolo che LUI aveva fatto per Santa Elisabetta, Duchessa di Thuringia, e confuse allo stesso tempo la cattiveria della sua implacabile nemica. Pieni di stupore i testimoni del miracolo andarono a Pibrac per raccontare ciò che avevano visto. Da lì in poi per sempre la gente ebbe grande rispetto per Germaine che fu considerata niente altro che una Santa. Suo padre Laurent, covando più teneri sentimenti per quella ragazza che aveva considerato così severamente, vietò alla moglie di tormentarla più e cercò di assegnarle un posto più adeguato in casa assieme ai suoi altri bambini. Ma Germaine, abituata come era alla sofferenza ed amando le privazioni, lo pregò di lasciarla stare a vivere nello oscuro tugurio dove la madre l’aveva relegata. - Amore, carità verso i poveri, che sono i "membri" di Gesù Cristo. - Io ero affamato: Io ero assetato, ero nudo, ero malato ed in prigione. (San Matteo). Colui che non ama suo fratello che può vedere, come potrà amare Dio che non può vedere (San Giovanni). Pentiti dei tuoi peccati facendo penitenze. - Benedetti siano i poveri di cuore. Se qualcuno poteva credere di essere esente dagli obblighi di compiere la carità quella era Germaine…

La morte di Germaine seguì da vicino il miracolo dei fiori. Dio avendola santificato con la mortificazione e la sofferenza la levò da questo mondo al momento che la gente stava diventando sempre più gentile nei suoi confronti e stava rendendo alla sua virtù l’onore che le apparteneva. Una mattina suo padre Laurent, non avendola vista partire per i campi come faceva di solito, andò a chiamarla nel sottoscala dove lei aveva insistito per continuare a vivere. Non rispose. Lui entrò e la trovò morta nel suo letto di germogli di vite, le braccia incrociate sul petto, una preghiera sulle sue labbra. - Una Santa Morte, nascosta come tutta la sua vita, una morte felice, una morte senza sofferenza. - Solo le persone non religiose e quelle cattive temono la morte.

Era il 1601, verso l’inizio dell’estate, quando la nostra Benedetta andò in Paradiso. Aveva 22 anni. La notte che morì, senza testimoni, in triste solitudine e su quel giaciglio dove così spesso la sua pazienza aveva deliziato i cuori degli Angeli, Dio si compiacque di esprimere con un nuovo miracolo proprio quanto impagabile la sua morte fosse per Lui. Due monaci che camminavano verso Pibrac, sorpresi dall’improvvisa oscurità, furono obbligati a fermarsi nella foresta vicino, dovendo attendere là l’alba. Nel mezzo della notte, all’improvviso, il bosco fu illuminato da una luce più splendente di quella dell’alba, ed un gruppo di Vergini, vestite di bianco e circondate da una luce splendente, apparvero davanti ai due viandanti dalla direzione della casupola dal tetto di paglia di Laurent Cousin. Subito dopo passarono di là di nuovo, ma stavolta ce n’era una in più, circondata dalle altre; e lei indossava una corona di fiori freschi. Meravigliati da questa visione, i due monaci pensarono che un’anima devota aveva lasciato la Terra. Il giorno seguente, essendo arrivati a Pibrac, seppero là che Germaine era appena morta. Il suo funerale fu pieno di gente. Fu sepolta in Chiesa, secondo l’usanza del tempo, dalla parte opposta al pulpito. Il suo nome vivrà per sempre e lei non sarà mai dimenticata. Quanti nomi di uomini famosi ed eruditi hanno avuto il loro nome ricordato solo per pochi anni; statue sono state erette per loro, ma in vano ecc. perché entro breve tempo erano stati completamente dimenticati…

Traduzione di Riccardo D’Ancona

22.6.1890 (Festa dell’Adorazione Perpetua, Quarta domenica dopo Pentecoste)

© 2009-2018 Tutti i diritti riservati • Testi Antoine Captier, Christian Doumergue, Mariano Tomatis

Collaboratori Patrick Mensior , Octonovo , Morgan Roussel , Marcus Williamson.