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Omelia di Bérenger Saunière del 4 maggio 1890, Messa delle 8

Temi dell'omelia: gioia di di condurre questa funzione, zelo e devozione.

Come vi disse prima della sua partenza il vostro caro Curato e mio riverito predecessore abate Vernioles, come io stesso qualche giorno fa ebbi cura di riferire al Sindaco del vostro villaggio per iscritto, Monsignore il Vescovo di Carcassonne mi ha affidato, tramite Monsieur Fournier suo Vicario Generale, la cura di questa Parrocchia a partire da oggi, 4 maggio. Per quanto? Probabilmente finché non avrete un Curato.

Non so come esprimere a voi, Monsieur Fournier, la gioia che ho sentito e il profondo piacere provato quando mi è stata data questa notizia! È per me, credetemi, allo stesso tempo un onore e fonte di gran felicità essere a voi di aiuto in tali circostanze. Perché? Non mi sarà difficile spiegarlo.

Non siamo estranei tra di noi: per me Antugnac non è un villaggio sconosciuto. In realtà é, in certo senso, una seconda casa.

Per lungo tempo, durante le frequenti visite che ho avuto l'onore di farvi durante le festività religiose, vi ho visto al lavoro. Sono stato in grado di conoscervi, di amarvi e di valutarvi, così che io posso dire oggi, senza tema di ingannare me stesso, che Antugnac è una parrocchia modello, una parrocchia esemplare, una parrocchia profondamente cristiana; in una parola, una di quelle rare parrocchie che preservano intatte la fede e i principi cristiani.

Beh, ecco chi siete voi. Ma che dire di me? Mi vedete come un estraneo? Non credo.

Mi avete per prima cosa conosciuto quando ero un sacerdote ancora giovane e - insieme a mio fratello - venni a prendere parte alle vostre belle funzioni delle Adorazioni Perpetue e alle vostre splendide visite pastorali.

Il vostro caro Curato si prese cura di noi come fossimo i suoi figli, e noi lo vedemmo come un padre. Gli bastava dirci una parola, fare un gesto, e come ricorderete, noi rispondemmo con grande predisposizione ai suoi gentili inviti e corremmo per rispondere al suo paterno richiamo, per aiutarlo, assisterlo, sia nel decorare la chiesa che per prestare aiuto nelle grandiose cerimonie del sacro tempio di Dio.

Sono così giustificato nell'affermare che non siamo estranei tra di noi, ma direi piuttosto compatrioti, veri amici, quasi fratelli.

E ciò spiega la felicità che mi viene dal poter essere di aiuto a voi. Sì, Monsieur Fournier, sono veramente felice, e vi assicuro che da oggi in avanti, se il Buon Dio mi preserverà in forze ed in salute, farò tutto ciò che potrò per aiutarvi.

La vostra parrocchia non sarà per me una mera succursale, ma piuttosto una sorella di Rennes-le-Château. La servirò con lo stesso zelo, la stessa carità e devozione. Perché, devo ammetterlo, ho sempre avuto un debole per voi. Ho sempre avuto una grande simpatia per la vostra parrocchia. Si, ho sempre sentito grande affetto per la buona gente di Antugnac. E siccome siamo qui tutti qui oggi come una grande famiglia, e poiché ho iniziato a fare una confessione, permettetemi di terminare questa confessione. Fatemelo dire con la giusta calma (e per favore non andate a spifferare nemmeno una parola alla gente di Rennes!): io ho quasi il desiderio di essere un giorno il vostro Parroco. Se il Buon Dio non vorrà che il mio desiderio venga esaudito, potrò almeno compiacermi di esserne stato il vicario.

Perciò, Monsieur Fournier, potete contare sulla mia completa devozione ed affetto per voi. Per me voi sarete una seconda parrocchia che amerò, e che servirò con tutto il fervore di cui sarò capace, e sebbene - come sapete - io sia solo obbligato a celebrare una messa domenicale per voi, a pregare, ad istruire i bambini e a prendermi cura dei malati quando verrete a prendermi, tuttavia la vicinanza a Montazels mi permetterà di fare molto di più.

Cercherò, a parte le domeniche e le feste comandate, di venire anche durante la settimana per offrire il catechismo ai vostri bambini, per sentire le confessioni di chi vorrà, e per visitare i malati per i quali ho, è bene essere chiari, una particolare attenzione. In accordo a queste direttive farò tutto quanto posso per evitarvi un viaggio in salita a Rennes.

Per ultimo, se vorrete che io - in giorni di feste importanti o in particolari occasioni solenni - venga a visitarvi o a offrirvi i miei servigi o a cantare i Vespri, dovrete solo dirmelo e mi precipiterò da voi. Ma dovrete capire che ciò sarà possibile solo raramente, perché non dovete dimenticare che non sono fatto né di ferro né di bronzo. Poiché, per quanto una persona sia robusta e coraggiosa, si stanca rapidamente e si ammala se prova a fare troppe cose. Non sono immortale. Sono cagionevole di salute e sebbene sia ancora abbastanza giovane e possa sembrare in buona salute, sono già preda di reumatismi ed altri malanni. Inoltre, non avendo mai fatto "doppie funzioni", non sono sicuro di avere abbastanza coraggio e forze sufficienti per questo lavoro in più.

So che sarete ragionevoli nelle vostre richieste e non certo esigenti. Credo sia meglio cominciare con poco e aumentare poco alla volta, piuttosto che fare subito molte cose ed essere poi obbligati a lasciarle a metà. Non dimenticate il proverbio "Non mettere in bocca più di quanto tu possa masticare."

In cambio dello zelo e della devozione e della bontà che cercherò di avere per voi, vi chiedo per il momento solo un favore: che siate presenti alla Santa Messa e alle feste comandate.

Sento tutta la gioia, la felicità e la soddisfazione di un Pastore che vede il suo gregge riunirsi per partecipare alle funzioni divine.

La vostra compiacenza e volontà di ascoltarmi e di prendere i suggerimenti che vi darò saranno la misura del mio zelo e della mia devozione per voi.

[Segue una lezione dal Vangelo.]

Traduzione di Riccardo D'Ancona

4.5.1890 (Quarta domenica dopo Pasqua - Santa Monica
1° giorno della doppia funzione Rennes-le-Château / Antugnac)

© 2009-2018 Tutti i diritti riservati • Testi Antoine Captier, Christian Doumergue, Mariano Tomatis

Collaboratori Patrick Mensior , Octonovo , Morgan Roussel , Marcus Williamson.