Documenti

Scoperta di un ossario a Rennes-le-Château

Durante l’escursione del 23 giugno 1905 a Rennes-le-Château, A. Fons, nostro collega, ci ha fatto visitare un ossario che aveva scoperto nel 1902, in una delle proprietà vicine al villaggio.

La nostra visita è stata alquanto breve: abbiamo potuto dedicarle solo pochi minuti, nonostante l’interesse che suscitava. Ognuno ha formulato una ipotesi per spiegare questo accumulo di resti umani, la maggior parte di coloro che hanno fatto parte di questa escursione hanno intravisto una sepoltura medievale. Le grandi battaglie che si tennero sotto le mura di Rhedae nelle diverse epoche potevano in teoria spiegare questo accumulo di cadaveri umani. Come gli altri, abbiamo temporaneamente accettato questa spiegazione, riservandoci di ritornare a vedere la località.

Ad agosto scorso, in risposta al cortese invito di un nostro collega, abbiamo fatto una nuova escursione a Rennes-le-Château, ed una visita al sopra citato ossario. Nel frattempo A. Fons aveva fatto qualche scavo che aveva portato alla luce una bella punta di lancia in silice che mi ha regalato e che vi mostro. , come potete vedere, un pezzo meraviglioso, lavorato in modo perfetto, che misura 215 millimetri di lunghezza. una silice tagliata nel periodo robenhausiano. Questo reperto modifica completamente la nostra prima maniera di vedere, ed esaminando più da vicino l’aspetto di questo sito, ecco che abbiamo dedotto una nostra teoria. Siamo sicuramente in presenza di un riparo sotto la roccia che è stato utilizzato come abitazione, poi come luogo di sepoltura in epoca preistorica, sito ai piedi della falesia calcarea sulla quale sono state costruite le antiche mura di Rennes-le-Château; ci si accede tramite un sentiero stretto molto accidentato e scivoloso, orientato verso ovest-est.

Alcuni degli scavi realizzati ci mostrano lo strato di ossa che penetrano sotto lo strato calcareo della roccia che, un tempo, doveva essere fortemente a strapiombo; uno smottamento si è sicuramente verificato in epoca indeterminata, in quanto si possono vedere le ossa frantumate, polverizzate sotto grossi frammenti che si sono distaccati dalla roccia che fungeva da riparo.

Incoraggiati dal ritrovamento di silice che abbiamo avuto l’onore di presentarvi, inizieremo con Fons degli scavi metodici. Speriamo di essere ricompensati da scoperte nuove.

(Traduzione di Serena Bartolo)

Antoine Fagès, Bulletin de la Société d’Etudes Scientifique de l’Aude, Vol.18, 1907, pp. XLVI-XLVII.

© 2009-2018 Tutti i diritti riservati • Testi Antoine Captier, Christian Doumergue, Mariano Tomatis

Collaboratori Patrick Mensior , Octonovo , Morgan Roussel , Marcus Williamson.